Le jeu de Robin et de Marion

Vorrei morire anche stasera se dovessi pensare che non è servito a nientedi Adam de la Halle

“Le jeu de Robin et Marion” è una pastorale in lingua neoromanza legata alla nascita del teatro con musica; l’opera fu composta dal grande trovatore francese  Adam de la Halle nel 1284 per la corte napoletana di Carlo d’Angiò. Mario Pirovano ne ha curato la traduzione in italiano per poterla rappresentare con l’accompagnamento musicale dell’ Ensemble Micrologus e sulla scena ha interpretato e dato vita a tutti i personaggi, dalla pastorella al cavaliere ai pastori…

L’impasto della rappresentazione è davvero suggestivo in quanto unisce la voce e la mimica di Mario Pirovano, le musiche medievali dei Micrologus, il capolavoro  del grande trovatore francese Adam de la Halle e l’egida di Dario Fo, che ha fornito alcuni passaggi della canzone iniziale.

La storia si svolge in un villaggio del tredicesimo secolo animato da pastori e contadini: figure vive, reali, in un’esplosione di gioia e felicità, di funzioni umanissime, di illusione continua.

In questo universo quanto mai lontano dall’immagine cupa e stereotipata del Medioevo, si inseriscono le canzoni dei Micrologus ad intervallare e accompagnare il racconto: protagonista è la giovane  Marion, innamorata di Robin, anche lui pastore, ma allo stesso tempo insidiata da un cavaliere prepotente. Nel paesaggio idillico e spensierato, fra suoni di pifferi e tamburi,  affiorano infatti anche la violenza, il sopruso, la viltà…

Musiche e canti con originali strumenti medioevali rendono godibilissimo questo particolare spettacolo, nel quale l’antica tecnica della giullarata si avvale della trasposizione del testo originale dall’antica lingua d’oil ad un linguaggio italico inventato da Pirovano, alternanza di colto e popolare. Un modo nuovo (e antico) di fare spettacolo…

Note per
Note per “Le jeu de Robin”, di Adam de la Halle, manoscritto medievale
Be Sociable, Share!